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L’eremo di Sant’Alberto di Butrio

eremo

L'eremo di Sant'Alberto di Butrio è situato nella Valle Staffora dell'Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia, nel comune di Ponte Nizza, a 687 metri s.l.m., isolato in una chiostra di monti, tra verdi pascoli, castagni, querce e abeti. La costruzione dell'eremo venne iniziata dallo stesso sant'Alberto, forse del casato dei Malaspina, che nel 1030 andò ad abitare in solitudine nella vicina valletta del Borrione, ove tuttora vi è una piccola cappelletta a lui dedicata.

Avendo guarito miracolosamente un figlioletto muto del marchese di Casasco (Malaspina), questi in segno di riconoscenza gli edificò una chiesa romanica dedicata alla Madonna in cui sant'Alberto ed i suoi seguaci eremiti potessero celebrare l'Ufficio divino. Costituitisi in comunità, gli eremiti edificarono il monastero di cui rimane attualmente un'ala: il cosiddetto chiostrino ed il pozzo. A capo della comunità venne eletto sant'Alberto.

Verso la metà del XV secolo, con l'avvento degli abati commendatari, l'eremo incominciò il periodo di decadenza: nel 1516 papa Leone X unì l'abbazia a quella di San Bartolomeo in Strata di Pavia. Nel 1543 gli ultimi monaci (olivetani) lasciarono l'eremo per trasferirsi altrove e vi rimase solo un sacerdote addetto alla cura delle anime. Nel 1595 la chiesa di Sant'Alberto fu eretta a parrocchia. Seguirono tre secoli di quasi abbandono totale, durante i quali il monastero e parte della torre furono distrutti.

Nel 1900, anno in cui avvenne la riesumazione dei resti mortali di sant'Alberto, deposti poi entro una statua di cera che si può vedere nella chiesa di Sant'Alberto, la cura dell'eremo fu affidata a don Orione, il quale ripopolò l'eremo collocandovi gli Eremiti della Divina Provvidenza da lui stesso fondati nel 1899.

Tra di essi, il più conosciuto è frate Ave Maria, che visse nell'eremo conducendo una vita riconosciuta straordinaria per santità, preghiera e penitenza.

L’eremo di Sant’Alberto di Butrio ultima modifica: 2016-07-20T21:05:26+02:00 da superadmin